
Evoluzione degli Stati dell'Io - Poster 59x42 cm.
Evoluzione degli stati dell’Io dalla nascita ai 18 anni integrata con gli
Stadi dello Sviluppo di P. Levin, le Fasi dello Sviluppo Psicosessuale
di S.Freud e le Fasi dello Sviluppo Psicosociale di E. Erikson
Evoluzione degli Stati dell'Io
Il bambino nasce con un potenziale e senza coscienza di sé; la mente si sviluppa attraverso la dipendenza dal caregiver e l'insieme di esperienze dopo la nascita.
Lo sviluppo mentale è dunque il frutto dell'incontro tra gli aspetti ereditari della persona (temperamentali) e l'ambiente che l'accoglie e la circonda.
L'espressione o meno, o il grado di espressione di questo potenziale ereditario, dipenderà dall'incontro di questi due aspetti.
Ma come è possibile comprendere la logica evolutiva?
Berne (1957) dice che la vita del bambino è una serie di meraviglie e di shock, e sono le esperienze che vive a delineare il suo potenziale e a contribuire a creare le conoscenze e le convinzioni che lo caratterizzano.
Attraverso il suo lavoro clinico Berne osservò che, anche a colpo d'occhio, in ogni persona potevano essere individuati tre modi diversi di pensare, sentire e comportarsi: li definì Stati dell'Io (SdI): Genitore, Adulto e Bambino.
Nel 1961 lo stesso Berne scrisse: "Uno Stato dell'Io può essere descritto fenomenologicamente come un sistema coerente di sentimenti riferito a un determinato soggetto, e operativamente come un insieme di comportamenti coerenti; e pragmaticamente come un sistema di sentimenti che motivano il corrispondente insieme di modelli di comportamento" (Berne 1961, p.9).
In particolare, facendo riferimento a Weiss, principale esponente della psicologia dell'Io di Federn, aggiunse: "uno Stato dell'Io è come la realtà effettivamente sperimentata da un particolare Io mentale e fisico, con i contenuti del periodo che è stato vissuto" (ibidem, pag.10).
Dunque gli Stati dell'Io sono stati della mente, e non concetti come l'Es o il Super-Io, né come i costrutti junghiani; sono realtà fenomeniche che possiamo osservare e che si sono costruite in base a esperienze in un determinato tempo dello sviluppo dell'individuo.
Attraverso l'Analisi Strutturale Berne investiga e definisce la struttura, la composizione e la patologia degli Stati dell'Io. In un primo momento parla di struttura di secondo e di terzo ordine (1961); successivamente in "Ciao!...e poi?!" (1972) sistematizza e semplifica questi concetti.
Tre autori a confronto
Partendo dall'evoluzione degli Stati dell'Io abbiamo voluto utilizzare le Fasi di Sviluppo descritte da P. Levin, confrontandole con le Fasi dello Sviluppo Psicosessuale di S. Freud e quelle dello Sviluppo Psicosociale di Erikson.
Nel Poster "Evoluzione Stati dell'Io" abbiamo rappresentato questa comparazione evidenziandone la successione temporale.
Prima di descrivere il quadro dello schema riteniamo opportuno fare alcune precisazioni:
- Partendo da un approccio Analitico Transazionale di matrice psicodinamica, per noi è indispensabile tenere a mente uno schema di sviluppo evolutivo.
- Abbiamo scelto di partire dall'aspetto temporale mostrando le varie fasi di sviluppo individuate da questi autori, per facilitare gli analisti transazionali nel tenere insieme la visione complessa descritta da ognuno, e cogliere in ogni descrizione gli elementi utili a individuare e raccontare le fasi fondamentali dello sviluppo del paziente.
- Pam Levin è una figura storica dell'Analisi Transazionale, ha vinto il premio Eric Berne nel 1984 descrivendo i processi evolutivi secondo cicli di sviluppo che si ripetono continuamente durante la vita. Nella nostra sistematizzazione partiamo da questa autrice per descrivere l'evoluzione degli Stati dell'Io.
- Nell'opera berniana ci sono continui riferimenti a Freud. Brill definisce Berne un freudiano convinto nella presentazione del libro "The Mind in Action" di Berne (1947), pur mettendo in evidenza gli elementi per cui potrebbe sembrare più un critico acuto dell'opera freudiana che non un sostenitore. Ad esempio Freud propone un modello basato su pulsioni (sessuali) biologiche, così come Berne ripropone l'attenzione sui bisogni biologici, ma in modo completamente diverso, definendoli Fami (Berne, 1970).
- La scelta di comparare questi autori con Erikson è dettata dall'intento di evidenziare l'attenzione di Berne per la dimensione psicosociale.
In considerazione di quanto detto, descriviamo ogni stadio evolutivo nell'ottica dei tre autori sopra citati.
0 – 6 mesi: nascita del Bambino Naturale
P. Levin definisce Stadio Esistenziale il periodo che va da 0 ai primi 6 mesi; questa fase è caratterizzata dai bisogni orali che si esprimono con il bisogno di essere accuditi, curati, nutriti e coccolati. In questi primi sei mesi vediamo l'evoluzione del Bambino Naturale, unico elemento presente alla nascita. A sei mesi si avvia il compimento dello sviluppo del suo Stato dell'Io (A1 in formazione).
6 – 18 mesi: lo Stadio dell'Esplorazione
Da 6 ai 18 mesi circa il bambino attraversa lo Stadio dell'Esplorazione, caratterizzato dal bisogno e dal desiderio di esplorare il mondo nutrendo così i propri sensi. In questa fase inizia lo sviluppo dell'A1 (P1), il desiderio di conoscere il mondo attraverso la vista, il movimento, il gusto, il tatto, l'olfatto.
Per S. Freud, la nascita fino ai 18 mesi circa è definita la Fase Orale. Qui tutte le pulsioni si concentrano sulla bocca: il piacere deriva dal succhiare, masticare, mordere; mentre il dolore dal mancato soddisfacimento dei bisogni orali. Tuttavia, se la mancata gratificazione dei bisogni orali porta all'angoscia, l'eccessiva gratificazione può portare alla fissazione.
In questa fase un'ulteriore causa di angoscia è legata alla possibilità di perdere l'oggetto d'amore (la madre) o di essere abbandonato. La frustrazione, ossia il ritardo della madre nel soddisfare i bisogni, è fonte di crescita: il bambino comprende così che non tutti i desideri possono essere esauditi nel modo e nel tempo desiderato.
Infine, se osserviamo questo momento con Erikson, vedremo il bambino fronteggiare la lotta tra fiducia di base e sfiducia di base, sperimentando la percezione di essere accolto — che genera fiducia — e quella di non essere accolto, che genera diffidenza.
18 mesi – 3 anni: lo Stadio della Separazione
Il periodo che va dai 18 mesi ai 3 anni per la Levin è lo Stadio della Separazione; questo momento è caratterizzato dallo sviluppo del pensiero e dalla costruzione dell'individualità e della separazione. È il momento in cui il bambino ha bisogno di trovare un proprio spazio e affermare la propria unicità. In questa fase si sviluppa la prima formazione dell'Adulto (A2).
Siamo qui nella Fase Anale di Freud, caratterizzata dall'attenzione agli sfinteri. Il tema di questa fase è il controllo: se lo sviluppo di un'adeguata capacità di controllo favorisce l'autostima e l'autonomia del bambino, l'attraversamento inadeguato di questa fase può generare aspetti ossessivi legati alla ritenzione o all'espulsione, problematiche legate alla gestione del potere, tendenze alla manipolazione, ecc.
Con Erikson questa fase caratterizza il momento in cui il bambino vive la lotta tra vergogna e dubbio. Affrontando e completando positivamente i propri impulsi evolutivi, il bambino acquisisce un buon livello di indipendenza e rafforza la propria autostima. Esperienze insoddisfacenti o di fallimento possono invece portarlo a sperimentare vergogna e dubbio, alimentando vissuti di sfiducia in sé stesso.
3 – 6 anni: lo Stadio dell'Immaginazione
Dai 3 ai 6 anni abbiamo, per la Levin, il quarto stadio, detto dell'Immaginazione. È il momento in cui si sviluppa l'Identità: essa si struttura attraverso le relazioni sociali; il bambino scopre l'impatto del proprio comportamento sull'altro e in questo modo distingue la fantasia dalla realtà. In questa fase avviene una prima comparsa del G1 (il Genitore Primitivo nel Bambino), che la Levin chiama il Bambino Sovrannaturale.
Con Freud siamo nella fase Fallico-Edipica, caratterizzata da una maggiore attenzione ai genitali come fonte di piacere. Il bambino percepisce con maggiore chiarezza la relazione triadica madre-padre-figlio; sorge il desiderio di essere l'unico oggetto d'amore del genitore di sesso opposto ed entra in rivalità con il genitore dello stesso sesso. È dunque il periodo in cui il bambino sperimenta il piacere di questo amore, che si scontra con l'apprensione per le eventuali conseguenze.
Successivamente cercherà un nuovo oggetto d'amore simile alla madre. Nella linea di sviluppo femminile, Freud ipotizza invece un'"angoscia di castrazione" che nasce dalla realtà del non poter avere il pene del padre (la fase edipica avrà quindi un'evoluzione diversa nelle bambine e nei maschi).
Erikson vede questa fase (3-5 anni) caratterizzata da un maggiore bisogno di sviluppare nuove competenze e abilità, e di scegliere valori coerenti con i propri obiettivi. In questa fase nasce la necessità di confrontare i propri modi di fare con quelli degli altri, di sperimentare cose diverse attraverso prove ed errori, così da poter chiarire cosa funziona e cosa no. In questo stadio si sviluppa un nuovo Genitore (G2), evoluzione del precedente.
6 – 12 anni: lo Stadio della Latenza
Freud chiama questo periodo Fase della Latenza, in cui si interrompe lo sviluppo sessuale e l'energia si dirige verso altri scopi: "durante questo periodo vengono costruite quelle potenze psichiche che più tardi si presenteranno come ostacoli sul percorso della pulsione sessuale e, quasi argini, ne restringeranno il corso (il disgusto, il sentimento di pudore, gli ideali estetici e morali)" (Freud 1905, p.61).
Per Freud questo momento è in parte condizionato organicamente e fissato nell'ereditarietà, in parte legato agli aspetti educativi; ma ha anche un gran peso nell'attivare i processi di sublimazione necessari per lo sviluppo di attività psichiche più elevate, indispensabili nella vita civile (attività scientifiche, artistiche, ideologiche).
Con Erikson questa fase è caratterizzata dall'ingresso a scuola: il bambino conosce un'altra cultura al di fuori del nucleo familiare e sperimenta un confronto con altre persone competenti, misurandosi con un nuovo contesto attraverso laboriosità e curiosità. Le esperienze negative o vissute come inadeguatezze possono tradursi nel bambino in vissuti di inferiorità e inadeguatezza.
12 – 18/20 anni: Rigenerazione e Adolescenza
Nota: questo passaggio, nell'originale, è scritto in caratteri molto piccoli — la trascrizione che segue va riverificata con Ella e Andrea prima della pubblicazione.
Dai 12 ai 18 anni c'è, per la Levin, il sesto stadio: questo momento è caratterizzato dal bisogno di sviluppare nuove competenze legate ai cambiamenti del corpo, soprattutto a livello energetico, e compare un'integrazione tra i diversi aspetti sessuali e il desiderio di sperimentarli. È il momento della Rigenerazione: un richiamo ai cicli di sviluppo precedenti, che si ripresentano integrandosi nel funzionamento della personalità dell'individuo, così che gli stati dell'Io costruiti nei cicli precedenti diventino un'unità che funziona effettivamente insieme.
Per Pam Levin esiste un ulteriore stadio che completa lo sviluppo della personalità dell'individuo, il quale attraversa nuovamente gli stessi cicli dagli zero ai 19 anni, quando si completa il ciclo di sviluppo. Questo è un momento importante: ogni nuova fase della vita può portare a ripercorrere i propri cicli di sviluppo precedenti.
Per Freud, dopo il periodo di Latenza si raggiunge la Fase Genitale, in cui la sessualità riemerge e non ha più caratteristiche autoerotiche ma è diretta verso un oggetto esterno: le pulsioni parziali lasciano il posto al primato di un'unica zona erogena e all'acquisizione del piacere legato al fine procreativo.
Per Erikson il periodo chiamato Adolescenza (dai 12 ai 20 anni), a causa dello sviluppo fisico e sessuale, rimette in gioco tutte le conquiste ottenute negli anni precedenti: i giovani sono impegnati a tenere insieme ciò che gli altri vedono di loro e come sentono sé stessi, costruendo così una propria identità mentre continuano a confrontarsi con ciò che gli altri si aspettano da loro. Questo stadio è particolarmente importante per costruire una consapevolezza degli aspetti problematici da evidenziare nei pazienti, ai fini dell'individuazione del percorso terapeutico. Con questo Poster si intende facilitare questa visione d'insieme.
Bibliografia
- Berne E. (1947), The Mind in Action: A Layman's Guide to Psychiatry; Simon & Schuster, New York.
- Berne E. (1949), "La natura dell'intuizione" in Novellino, M. (a cura di), Intuizione e stati dell'Io, Astrolabio, Roma, pp.15-41 (trad. it. 1992).
- Berne E. (1957), A Layman's Guide to Psychiatry and Psychoanalysis, Grove Press, New York (trad. it. Guida per il profano alla psichiatria e alla psicoanalisi, Astrolabio, Roma, 1969).
- Berne E. (1961), Transactional Analysis in Psychotherapy: A Systematic Individual and Social Psychiatry, Grove Press, New York (trad. it. Analisi transazionale e psicoterapia: un sistema di psichiatria sociale ed individuale, Astrolabio, Roma, 1971).
- Berne E. (1964), Games People Play, Grove Press, New York (trad. it. A che gioco giochiamo, Bompiani, Milano, 1967).
- Berne E. (1966), Principles of Group Treatment, Oxford University Press, New York (trad. it. Principi di psicoterapia di gruppo, Astrolabio, Roma, 1986).
- Berne E. (1972), What Do You Say After You Say Hello?, Grove Press, New York (trad. it. Ciao!...e poi?, Bompiani, Milano, 1979).
- Erikson E. & Erikson J. (1999), I cicli di vita. Continuità e mutamenti, trad. it. Armando Editore.
- Freud S. (1905), Tre saggi sulla teoria sessuale, traduzione tratta da OSF vol. 4, Bollati Boringhieri (1975).
- Gabbard G. (2015), Psichiatria psicodinamica, quinta edizione basata sul DSM-5, Raffaello Cortina, Milano.
- Levin P. (1974), "Becoming the Way We Are", Transactional Analysis Journal, 4(1).
- Levin P. (1982), "Cycles of development", Transactional Analysis Journal, 12, pp.129-139.
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